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Diabete e reni

Aggiornamento: 27 nov 2021

La malattia renale diabetica (o nefropatia diabetica) è una complicanza del diabete che riguarda circa il 40% delle persone con diabete nel nostro Paese. Si tratta di una delle complicanze più severe di un diabete mal controllato (sia di tipo 1, sia di tipo 2), in quanto compromette il regolare funzionamento di organi importanti come i reni, che sono i filtri e depuratori dell’organismo e regolano la pressione arteriosa. Si stima che in Italia circa il 5% delle persone diabetiche sia costretto a ricorrere alla dialisi, il trattamento strumentale per la rimozione di scorie e liquidi in eccesso dal corpo che si adotta quando i reni perdono la loro funzione.

La nefropatia diabetica è inoltre associata ad un elevato rischio cardiovascolare, che spesso causa esiti fatali ancor prima che il paziente arrivi alla dialisi.

Spieghiamo brevemente il meccanismo di deterioramento dei reni.

I reni filtrano il sangue ed eliminano le scorie producendo urina, inoltre regolano la quantità di liquidi e di sale nell'organismo, contribuendo al controllo della pressione sanguigna.

Ogni rene contiene circa un milione di unità dette nefroni; ognuna di queste contiene un glomerulo (un gruppo di capillari che filtrano il sangue) ed un tubulo renale.

La glicemia che si mantiene alta per anni provoca un precoce invecchiamento dei glomeruli ed un restringimento dei vasi dei reni, con conseguente dispersione delle proteine nelle urine (proteinuria) ed aumento delle scorie in circolo.

Questa complicanza può e deve essere contrastata anzitutto con la prevenzione e cioè con una ottimale gestione del diabete e dell’equilibrio metabolico. In secondo luogo, con controlli regolari.

Primo strumento fondamentale per contrastare la complicanza è la diagnosi precoce, attraverso il monitoraggio della microalbuminuria e della funzionalità renale (creatinina, filtrato glomerulare).

L’esame dell'albuminuria o microalbuminuria misura la presenza di una proteina, l’albumina, nelle urine nell’arco di 24 ore. L’esame della creatinina nel sangue (creatininemia), da eseguire almeno annualmente, serve a verificare la capacità dei reni di depurare il sangue esercitando la loro funzione di filtro: quando il livello di creatinina nel sangue è alto, significa che vi sono problemi nella capacità di filtrazione dei reni.

Secondo gli Standard di cura del diabete mellito di Sid e Amd, il dosaggio dell' albuminuria e la stima del filtrato glomerulare (il cui valore di solito viene indicato dopo il valore della creatinina) dovrebbero essere integrati nello screening, diagnosi e monitoraggio dei soggetti con nefropatia diabetica, perché una quota rilevante di pazienti con diabete va incontro a malattia renale cronica pur rimanendo normo-albuminurico.


Non si deve dimenticare che la pressione sanguigna non controllata può aggravare la nefropatia, quindi la pressione arteriosa va monitorata ed eventualmente curata con i farmaci del caso. I farmaci Ace inibitori, che agiscono dilatando i vasi sanguigni, contribuiscono anche a ridurre la quantità di proteine persa attraverso i reni e rallentare il progredire della malattia.

Per le persone con diabete tipo 2 sono oggi disponibili nuovi farmaci ( gli SGLT2-inbitori e gli agonisti recettoriali GLP1) che hanno dimostrato di svolgere un'attività protettiva sui reni.


In conclusione si evidenzia la necessità di implementare programmi di educazione specificamente dedicati a soggetti con diabete e malattia renale cronica, volti a migliorare la conoscenza e consapevolezza della malattia.

E' importante eliminare convinzioni distorte e falsi miti, incoraggiare a stili di vita sani per migliorare l’autogestione di situazioni complesse, motivando a mantenere i vari parametri in range con un approccio multidisciplinare attraverso l'interazione di varie figure professionali.

Da ultimo dovrebbero essere perseguiti uno stato di benessere mentale, la fiducia e la soddisfazione nei trattamenti con un sistema capillare di informazioni cliniche di supporto fornite al paziente, che a sua volta deve assumere un atteggiamento proattivo perché correttamente informato.



Con la consulenza e visione della Dott.ssa Silvia Haddoub - Diabetologa presso Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma


Bibliografia: Tuttodiabete del 25/9/2021

Diabete - Guida pratica per vivere bene

di Rosemary Walker e Jill Rodger


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